Quanto dorme un neonato in media?

quanto dorme un neonato?

Quello del sonno è un fenomeno molto complesso, che subisce continue modifiche durante la crescita del bambino.

Fin dai primi giorni di vita, i bambini sviluppano un proprio fabbisogno e ritmo individuale di sonno e cibo; in particolare, i neonati impiegano qualche settimana prima di acquisire il senso del giorno e della notte.

Pensare, quindi, che il sonno sia uguale per tutti è di certo scorretto, ma è possibile individuare dei valori di riferimento tra cui orientarsi: i bambini appena nati dormono in media dalle 16 alle 18 ore al giorno, per poi passare, dopo alcune settimane, dalle 14 alle 16 ore.

In generale, tutti i bambini hanno bisogno di dormire tanto perché, proprio durante il sonno si verificano importanti sinapsi delle cellule nervose del cervello che permettono lo sviluppo di nuove capacità del bambino.

Il ruolo del genitore è fondamentale affinché le giornate scorrano tranquille e le attività relative ai pasti, alla nanna o semplici rituali, siano scandite con regolarità: l’ordine ripetitivo delle cose, infatti, ha un effetto rilassante per il bambino.

Quanto dorme a 1 mese

Nel corso delle prime settimane di vita, il piccolo trascorrerà gran parte della sua giornata a dormire. Fino a 1 mese, infatti, le ore di sonno di un bambino sono in media 16: questo, però può significare anche che c’è chi ne dorme di meno, ad esempio 10, e chi di più, arrivando fino a 20 ore al giorno.

Non è detto che i pisolini siano tutti uguali: possono durare alcuni minuti o diverse ore e il risveglio è associato per lo più alla necessità di mangiare o cambiare il pannolino.

Durante il primo mese del neonato il principale obiettivo del genitore è quello di insegnarli la differenza tra il giorno e la notte, facendo anche ricorso ad alcuni rituali che aiutano il bambino ad apprenderla, e questo lo aiuterà ad essere più attivo durante il giorno, sempre tra un riposino e l’altro, per poi allungare il riposo durante la notte.

Quanto dorme a 2 mesi

Il passaggio dal primo al secondo mese rappresenta per molti bambini, ma soprattutto per i genitori che fino a quel momento hanno trascorso tante notti in piedi, un cambiamento importante: nella maggior parte dei casi, infatti, il neonato riesce a fare una tirata più lunga durante il sonno notturno, saltando o posticipando una poppata.

Per far sì che questo avvenga, ovviamente il ruolo dei genitori è determinante, perché dovranno abituarlo, dandogli modo di riaddormentarsi da solo, senza necessariamente offrirgli il latte.

Il fatto di dormire un po’ di più la notte necessariamente comporterà una riduzione dei pisolini giornalieri, che continueranno comunque ad essere 3 o 4, anche a seconda di quanto il piccolo sia stimolato dall’ambiente che lo circonda.

Quanto dorme a 3 mesi

Prosegue la scalata verso il ritorno ad una notte quasi normale per mamma e papà!

A partire dai 3 mesi, infatti, alcuni neonati riescono a dormire fino a 8 ore consecutive la notte. È proprio questo il momento in cui i genitori dovrebbero iniziare ad insegnare al piccolo a dormire tutta la notte, scegliendo il metodo con cui si sentono più a loro agio.

Dai 3 mesi in poi il bambino inizia, in maniera graduale, ad adattare i propri ritmi a quelli esterni e, sebbene dorma ancora circa 15 ore al giorno, i ritmi sono completamente diversi: adesso è in grado di trascorrere più tempo senza mangiare, concentrando il sonno soprattutto nelle ore notturne.

Quanto dorme a 6 mesi

I ritmi del sonno variano da persona a persona e questo vale anche per i bambini. Circostanze nuove o speciali, come il dover dormire su un letto diverso (ad esempio, quello dei nonni) o una malattia, possono certamente influire sui ritmi del sonno del piccolo.

A 6 mesi i pisolini diurni sono sempre più regolari: di solito sono un paio, al massimo 3, nel corso della mattinata e del primo pomeriggio, mentre la notte il bambino può arrivare a dormire anche 11 ore consecutive.

Nonostante il bambino stia crescendo, è ancora possibile abituarlo a dormire nella sua culla, prima che si appropri del letto di mamma e papà. Il fatto di stabilire una routine più rigida di notte potrà sembrare difficoltoso, ma sarà molto utile al bebè per addormentarsi in modo autonomo senza il rischio di svegliarsi di notte.

Fra 6 mesi e 1 anno

Tra i 6 e i 12 mesi la maggior parte dei bambini impara a dormire tutta la notte senza svegliarsi mai, mentre di giorno di solito il riposo è di circa 1 ora/1ora e mezza, per due volte.

I pisolini diurni non dovrebbero essere più lunghi, altrimenti si rischia che il piccolo, quando arriva il momento di fare la nanna, sia ancora nel pieno delle sue energie e non abbia alcuna intenzione di addormentarsi.

Sono molte le mamme che preferiscono non svegliare il proprio figlio, ma attendere che questo avvenga naturalmente.

Tuttavia, per non mettere in pericolo il ritmo del sonno, è meglio provare con dolcezza a svegliare i bimbi che hanno un sonno prolungato durante il giorno, anche se questo costerà qualche piagnucolio da parte del bebè.

Nonostante la regolarità del sonno notturno che si acquisisce in questo periodo, ci saranno delle fasi di sviluppo del bambino che necessariamente disturberanno il suo sonno: torneranno, quindi, giorni in cui il piccolo si sveglierà di notte più frequentemente, ma niente paura…è tutto nella norma!

Sarà compito della mamma e del papà scegliere se farlo riaddormentare con la solita routine, quindi coccolandolo e cullandolo, oppure scegliere di cambiarla, abituandolo a riaddormentarsi da solo anche durante i risvegli notturni.

Da 1 anno a 2 anni

Tra i 12 e i 21 mesi il bambino solitamente dorme dalle 11 alle 14 ore durante la notte, con un paio di riposini di massimo 2 ore durante il giorno. Si tratta, come sempre, di linee guida, in quanto ogni bambino ha necessità diverse.

Durante il primo anno di vita si iniziano a presentare i primi problemi per far addormentare il piccolo, solitamente dovuti dall’entusiasmo per le nuove capacità acquisite, giorno dopo giorno.

Anche l’ansia da separazione, che si sviluppa proprio a questa età, potrebbe essere un fattore di disturbo per il sonno: il piccolo, infatti, prova un senso di malessere nel vedere la mamma allontanarsi e per questo è importante rassicurarlo sempre.

È meglio evitare giochi troppo vivaci o situazioni eccitanti nelle ore che precedono l’addormentamento, poiché potrebbero causare un aumento dei livelli di adrenalina del bambino e, di conseguenza, una grande difficoltà a fargli prendere sonno.

Oltre i 2 anni

Per i bambini che hanno superato i 2 anni di età il sonno notturno si aggira intorno alle 10 o 11 ore, mentre il riposino diurno è di massimo un paio d’ore.

Più diventano grandi, più gli orari del riposo cambiano, soprattutto in base alle attività giornaliere, alle eventuali malattie o ai cambiamenti dovuti alla crescita.

In questa fase il bambino dormirà in modo del tutto naturale durante il giorno, a seconda della quantità di riposo di cui ha bisogno.

Certamente l’aver imparato a parlare e camminare sono fatti eccitanti per il tuo bambino: è opportuno, quindi, riuscire a tenere a bada questo entusiasmo (soprattutto nei bimbi più vivaci), mantenendo delle regole ben precise, come metterlo a letto a orari fissi, anche nel week end.

Ciò che è fondamentale, però, è non associare mai il sonno a una punizione, perciò la frase “se non fai il bravo ti porto subito al letto” deve essere assolutamente evitata.

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