Bimbi, disturbi del sonno e integratori alimentari: facciamo chiarezza!

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Quando è opportuno ricorrere agli integratori alimentari per facilitare il buon riposo dei più piccoli?
A quali prodotti affidarsi?

Dopo esserci occupati dei disturbi del sonno in neonati e bambini (se te lo sei perso, leggi qui l’articolo precedente), proseguiamo nel nostro approfondimento, per orientarci con maggior competenza e rispondere alle nostre domande.

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Intervista alla Dottoressa Lombardi Mistura

Per capire meglio come funzionano e quando ricorrere agli integratori alimentari, abbiamo intervistato la Dottoressa Lombardi Mistura, medico pediatra con un lungo trascorso ospedaliero, che da oltre dieci anni si dedica alla pediatria di famiglia.

Dottoressa, in senso generale, qual è il suo approccio rispetto ai disturbi del sonno?

Sono una sostenitrice della medicina integrata. Sono omotossicologa e, nella mia pratica, ricorro alla medicina convenzionale e alla medicina diluita (omeopatica-omotossicologica).

Ci sono fattori a cui è indispensabile prestare estrema attenzione, quali l’alimentazione, che specialmente nei bambini ha un’enorme influenza sul sistema immunitario in crescita, così come occorre essere attenti ai sintomi di natura psicosomatica e agli effetti che lo stress esercita sull’organismo.

In senso generale, insegno ai genitori dei miei pazienti la prevenzione primaria, che ritengo fondamentale soprattutto in età pediatrica.

I disturbi del sonno sono un fenomeno diffuso?

I disturbi del sonno in età pediatrica sono frequenti, riguardano circa il 15% dei bambini in età prescolare e fino al 30% dei bambini nella prima infanzia. 

I bimbi presentano ritardato inizio del sonno e resistenza ad andare a dormire, associata o meno a risvegli frequenti e protratti nel tempo, tali da richiedere l’intervento dei genitori durante la notte. 

Quali sono le problematiche che generalmente emergono?

Il caso più comune è quello del neonato allattato al seno che si sveglia spessissimo e richiede il latte materno. Spesso il bimbo si addormenta al seno e dunque, dopo essersi svegliato, ricerca la stessa situazione per riaddormentarsi.

Un altro caso comune è quello del bambino che inizia la sua vita in comunità (per esempio, andando all’asilo nido o alla scuola materna) e cambia le sue abitudini, risvegliandosi spesso a causa dell’ansia da separazione

Ci sono poi casi di bambini in età scolare o adolescenti che non riescono ad addormentarsi se stressati o attivi fino a poco prima di andare a letto. Durante la pandemia da Covid-19 abbiamo assistito ad un forte aumento del sintomo insonnia legato allo stress.  

Tutte queste situazioni sono molto pesanti per la famiglia e devono essere prese attentamente in carico dal pediatra. Non devono essere sottovalutate, specialmente per le possibili conseguenze nel tempo

L’insonnia cronica, infatti, può condurre a ulteriori problemi, sia nel bambino sia nei genitori, come irritabilità, disturbi di apprendimento, depressione materna, ecc.

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In questi casi, quali sono le possibili soluzioni?

Innanzitutto, i genitori devono essere tranquillizzati rispetto al fatto che i ripetuti risvegli notturni nei bambini piccoli (fino a 2-3 anni) sono un fenomeno frequente e non allarmante. In genere, nei primi mesi di vita i risvegli sono 1-2 per notte, in seguito possono essere molto numerosi, anche ogni 90-120 minuti.

Per il trattamento dell’insonnia cronica nella prima infanzia, l’approccio comportamentale è quello maggiormente utilizzato. L’obiettivo è consolidare i pattern del sonno, adeguati all’età del soggetto.

Se il bambino si addormenta al seno, per esempio, cercherà il seno per riaddormentarsi. Nei primi mesi non sono contraria al co-sleeping per gli allattati al seno, è importante che la madre possa riposare. Inoltre, il cucciolo di Homo Sapiens Sapiens deve stare a contatto con la madre.  

È importante però che il bambino possa riaddormentarsi da solo se si risveglia, per cui, dopo i primi mesi di vita, è bene abituarlo ad addormentarsi da solo. 

Cosa si intende per igiene del sonno?

Una corretta igiene del sonno ha degli orari ben definiti e comprende buone abitudini quali la riduzione delle attività serali, luce e suoni ovattati, una routine regolare che preceda il sonno, il possibile uso di oggetti transizionali per i più piccoli. 

Ricordiamo che la luce blu degli schermi di PC e tablet è in grado di influenzare negativamente la produzione di melatonina, per cui è buona regola impedire ai bambini l’uso del computer o del cellulare poco prima dell’addormentamento. Anche l’abitudine della TV in camera andrebbe evitata, sia perché emette per l’appunto luce blu, sia per ridurre gli stimoli e favorire il rilassamento. 

Insomma, è importante “preparare” i nostri figli al sonno e curarne la qualità. Non dobbiamo aspettarci di avere risultati in fretta, ma piuttosto imparare ad essere pazienti e mantenere la calma, poiché l’ansia è proprio una nemica del buon riposo.

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Può succedere che l’approccio comportamentale non sia sufficiente?

Rispetto all’approccio comportamentale, l’approccio farmacologico è meno utilizzato nella pratica clinica, anche per riluttanza dei genitori rispetto a questo tipo di soluzione in età precoce.

Vi è una netta preferenza verso “pratiche naturali”, come la fitoterapia. Ci si orienta verso prodotti naturali e integratori, come il L-triptofano o il 5-OH triptofano, nutrienti essenziali, precursori della serotonina.

Mi capita spesso di consigliare integratori che possano aiutare il bambino e la sua famiglia quando non si riesce ad ottenere una riduzione significativa dei risvegli o una facilitazione all’addormentamento solo attraverso una corretta igiene del sonno.

Ci può parlare degli integratori alimentari dedicati al sonno?

L’integratore più conosciuto, e probabilmente più usato in pediatria, è la melatonina.  

La melatonina è il neurotrasmettitore naturalmente prodotto dall’epifisi per favorire il sonno e regolare il ritmo giorno/notte (ma fa anche tante altre cose). La sua increzione avviene dalle ore 21 circa in poi ed è favorita dal buio. La mancanza di luce rilevata dalla retina attiva l’epifisi; ecco perché è importante dormire al buio.

Fatta eccezione per l’epoca neonatale, nel bambino la produzione di melatonina è molto buona, per poi ridursi progressivamente con l’età (sappiamo infatti che dormiamo meno con l’avanzamento degli anni).

Dunque, non è raro ricorrere all’integrazione di melatonina per favorire l’addormentamento. 

Ai bambini va somministrata a dosaggi non superiori a 1 mg al giorno, circa mezz’ora prima del sonno. Esiste anche in formulazione diluita low-dose (omeopatica 4CH).

Per i frequenti risvegli notturni è possibile ricorrere al L-triptofano o 5-OH triptofano che esiste da solo o in associazione con la melatonina. Sono anni ormai che questi integratori sono ben noti ed usati in pediatria, sono sicuri e agiscono sul sonno e sui risvegli notturni con esiti diversi da caso a caso.

Per quanto riguarda il riposo, ci vengono in aiuto poi le piante. Esistono in commercio integratori a base di fitoterapici contenenti Camomilla, Valeriana, Melissa, Passiflora, che hanno la funzione di modulare l’ irritabilità e l’agitazione del bambino, favorendone l’addormentamento. 

La Valeriana va più prudentemente somministrata sotto forma di fitoterapico solo dopo i 3 anni, la Camomilla come fitoterapico può raramente provocare reazioni allergiche, quindi, specialmente per i bambini piccoli, le botaniche più indicate sono Melissa e Passiflora

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Gli integratori alimentari possono dunque essere somministrati anche ai neonati, nei casi di disturbi del sonno più seri?

Chiarito ciò, esistono integratori alimentari, come la melatonina appunto, utilizzati anche per i nati prematuri.

La fitoterapia comprende estratti di piante sotto forma di tintura madre e, considerando che i bambini non dovrebbero mai assumere alcool o oli essenziali, si consiglia di ricorrervi più tardi, dato appunto il suo contenuto in alcool.

Gli stessi rimedi vegetali però, oltre che come prodotti fitoterapici, esistono anche in forma diluita, prodotti omeopatici dunque, che ai più piccoli sono somministrabili senza alcun pericolo anche per lunghi periodi di tempo. 

Nella sua esperienza, ha mai suggerito integratori per il sonno?

Si, li ho spesso consigliati, soprattutto quelli che hanno la funzione di rilassare ed aiutare il bimbo nell’addormentamento. In particolare, integratori che contengono Melatonina e/o 5-OH Triptofano insieme a fitoterapici quali ad esempio Melissa e Passiflora.

La melatonina e il L-triptofano, infatti, contribuiscono proprio a far iniziare il sonno e a farlo procedere in modo continuo.

La melissa e la passiflora invece servono a produrre il rilassamento che rende il bambino tranquillo e propenso a dormire. L’azione della melissa è quella ansiolitica e rilassante, grazie alla presenza dell’acido rosmarinico che blocca la degradazione del GABA (neurotrasmettitore cerebrale inibitorio); la passiflora, invece, contiene flavonoidi ad azione rilassante. 

Melissa e Passiflora sono considerate molto sicure in pediatria

Qual è stata la risposta della famiglia dopo aver provato questo tipo di prodotti?

I genitori che li hanno provati hanno trovato una buona compliance, una buona facilità di utilizzo e assenza di effetti collaterali. L’azione sul sonno è stata efficace, ed è stata sempre rilevata una maggiore distensione del bambino ed una minore irritabilità notturna. 

Sappiamo che i problemi di sonno sono difficili da estirpare e che vanno gestiti comunque con una “terapia integrata: farmaco-igiene del sonno”, senza la quale nessun prodotto funziona. 

Ringraziamo la Dottoressa Lombardi Mistura,

che si è resa disponibile per questa intervista, collaborando ad una corretta divulgazione ed offrendo ad AssoMamme e ai suoi lettori un contributo prezioso, a proposito di un tema che ci sta davvero a cuore. 

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Due chiacchiere con Danila Marchioretto, Direttore Medico di Scharper S.p.A.

Nella nostra ricognizione sul tema del sonno, abbiamo scoperto Ronfolin©, un integratore alimentare naturale, a base di melatonina, triptofano, melissa e passiflora, consigliato nei casi di difficoltà legate al sonno e al buon riposo. 

Per saperne di più, abbiamo quindi incontrato Danila Marchioretto, Direttore Medico di Scharper S.p.A., azienda farmaceutica leader nel settore della nutraceutica, con riconosciuta esperienza nell’ambito degli estratti botanici e delle soluzioni naturali mirate al benessere psicofisico.

Negli anni, la visione pionieristica di Scharper S.p.A. ha contribuito a diffondere una maggior conoscenza circa gli integratori alimentari, attraverso prodotti di altissima qualità supportati da evidenze scientifiche.

Ci siamo fatti raccontare come e perché nasce un prodotto come Ronfolin©

Quando si parla di “azienda”, spesso si pensa a qualcosa di freddo e impersonale, ma dobbiamo sempre considerare che le aziende, qualunque esse siano, in primis sono fatte di persone.

Ronfolin© nasce durante il lockdown, in un periodo molto difficile per tutti, che nessuno di noi si sarebbe immaginato di poter vivere davvero. Sono state settimane di emozioni negative, rabbia, frustrazione, tristezza, ansia, un momento in cui era difficile essere positivi e sereni.

Tra le tante difficoltà, anche riuscire ad addormentarsi e dormire bene è risultato spesso faticoso, specialmente per i bambini. Ci siamo interrogati su cosa avremmo potuto fare per aiutarli, l’obiettivo era realizzare un prodotto che seguisse il naturale rito del sonno: accompagnare il bambino alla nanna, farlo addormentare, migliorare la qualità del riposo.

Abbiamo condotto ricerche bibliografiche e studiato le più recenti pubblicazioni, al fine di individuare le sostanze più funzionali allo scopo e i dosaggi ottimali, sempre nell’ottica di un utilizzo pediatrico; abbiamo inoltre lavorato affinché fosse sempre attivo il confronto con i pediatri, che ci hanno consigliato ed aiutato a ottimizzare il nuovo nutraceutico.

Era importante che la formulazione fosse liquida, in gocce, facile da gestire anche per i più piccoli, ed era importante che il contagocce fosse in plastica, per evitare il fragile vetro.

Non solo: il prodotto ideale doveva avere “un buon sapore”, gradevole per un bambino. La ricerca del gusto adatto è stata senz’altro una sfida, perché è difficile coprire il sapore degli estratti erbali. Abbiamo deciso di testarlo internamente, affidandoci ai nostri customer più esigenti, i nostri bambini…e loro hanno scelto il gusto banana.

Il mio nipotino è stato tra i primi a fare il test. Ian è un bambino vivace e molto attivo, abituato a stare all’aperto, in compagnia dei suoi amichetti, ha sofferto molto il lockdown. La sua mamma è bravissima, ogni sera segue i ritmi del suo bambino e i riti del sonno: bagnetto, favole, luce soffusa, musica bianca, poi silenzio e luce spenta.

Ciò nonostante, il piccolo ha sempre avuto problemi di sonno, che si sono acuiti in quelle settimane così stressanti. Ronfolin©  ha giocato e gioca tuttora un ruolo di supporto, interviene con naturalezza per dare una mano: è un piccolo aiuto, per accompagnare Ian al sonno, per calmarlo, tranquillizzarlo e fare in modo che possa stare sereno tutta la notte…per la sua serenità e, come conseguenza positiva, quella di Mamma e Papà.

Danila Marchioretto, Medical Manager di Scharper S.p.A.

Per avere maggiori informazioni a proposito di Ronfolin©, è possibile consultare il sito cliccando qui.
Se vuoi contattare direttamente Scharper S.p.A., clicca qui e compila l’apposito modulo di richiesta informazioni.

In conclusione

Si raccomanda ad ogni genitore di prestare sempre attenzione alle situazioni in cui si presenta un cronico disturbo del sonno. È importante rivolgersi sempre al pediatra per escludere in prima istanza le possibili cause dettate da eventuali patologie, e per individuare insieme la soluzione che meglio può adattarsi al caso specifico.

Aiutare i nostri bambini a riposare bene, significa aver cura della salute e del benessere dell’intera famiglia.

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