Cosa fare quando il bambino non dorme: 30 consigli pratici

bambino non dorme

Ogni mamma, dopo aver messo al mondo un figlio, tra la gioia e l’entusiasmo per questo nuovo arrivo, coltiva sempre una forte speranza: che il bambino dorma senza problemi!

Spesso accade, però, che il piccolo non ne voglia proprio sapere di fare la nanna e che la mamma, convinta di averle provate tutte, non sappia più in che modo riuscire ad addormentarlo.

L’insonnia del neonato, oltre ad avere dirette conseguenze sul benessere psicofisico della mamma, provoca effetti anche sul piccolo che, a causa delle poche ore di sonno, potrebbe avere uno sviluppo cognitivo e capacità di linguaggio inferiori rispetto ai suoi coetanei.

Trovare un modo che regolarizzi il sonno del bebè, quindi, è davvero importante, e può richiedere molta pazienza da parte dei genitori. Ma sei sicura di aver tentato ogni strategia o che qualcosa che fai, in realtà sarebbe bene evitarla?

Ecco per te 30 consigli utili e pratici da seguire per riuscire nel miracolo: vedere tuo figlio dormire sereno, come un angioletto!

Santo bagnetto!

bambino non dorme

Se funziona sui grandi, perché non sui piccoli? Quando il bambino fa i capricci e non vuole abbandonarsi al sonno, puoi provare con un bel bagnetto rilassante: acqua calda e qualche massaggio delicato ti aiuteranno a farlo distendere e aumenteranno le probabilità che si addormenti. È importante, però, evitare giochini rumorosi e tenere un tono di voce basso, per trasferire la giusta calma al piccolo.

Sonno condiviso

La nostra cultura educativa si basa essenzialmente sul distacco precoce dei bambini, per favorire una maggiore autonomia ed indipendenza del piccolo. Spesso però, questo atteggiamento culturale impedisce ai genitori di mettersi davvero in ascolto con i propri figli, togliendo molto spazio all’istinto materno e anche paterno.

Diversi studi, infatti, dimostrano che i bambini che dormono in “co-sleeping” con i genitori crescono con meno ansie e più sicuri di loro stessi, quindi…perché non provare?

Prima della nanna, attenzione al contatto visivo

Molte mamme non lo sanno, ma guardare il piccolo negli occhi mentre si prova a metterlo a nanna può fare l’effetto contrario!

Quando lo sguardo della mamma incrocia quello del suo bambino, per lui significa “Si, è arrivato il momento di giocare!”

Anche il suo gioco preferito o la canzone che tanto lo stimola e lo rallegra avranno lo stesso effetto: prova, quindi, a tenere lo sguardo fisso altrove (ma non sui suoi occhi) e parlagli dolcemente, accarezzandolo.

Niente pupazzi nella culla

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Ancor prima che nasca il bambino, la culla è già sommersa di pupazzi di ogni grandezza!

In realtà, per assicurarsi che il piccolo faccia un sonno sereno e senza alcun pericolo, è importante che sopra il materasso ci sia soltanto lui e la coperta (o il sacco nanna). Tutto il resto deve restare al di fuori, perché potrebbe disturbare il sonno e addirittura soffocare il tuo bebè.

Meglio non rischiare!

L’ultima poppata: nessun bambino sa resisterle!

Se tra le cause di insonnia del bambino la fame notturna è una delle più ricorrenti, puoi provare a dargli un’ultima poppata prima di metterti a dormire, anche se il piccolo non si è ancora svegliato affamato.

In questo modo potrai riuscire a riposare un po’ di più, prolungando il sonno del bambino che, grazie alla poppata, si sentirà pieno e non si sveglierà in piena notte, in preda ad una crisi di fame!

I profumi che stimolano il sonno

Sono molte le fragranze che agiscono sul corpo e sulla mente delle persone: ci sono quelle che stimolano l’attenzione, quelle che mettono di buon umore, che rilassano o…che stimolano il sonno del tuo bambino!

Tra queste, la lavanda è un vero toccasana per il riposo dei più piccoli. Basterà qualche goccia su un fazzoletto all’interno di un sacchetto accanto al letto, e il bambino riuscirà a rilassarsi con più facilità.

Non ci sono controindicazioni a questo metodo del tutto naturale, che sarà però da evitare nel caso di bimbi al di sotto dei sei mesi, o che hanno il naso e la pelle estremamente sensibili.

Le mani della mamma sono il più grande conforto

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È arrivato il momento di dormire e di mettere il bimbo nella sua culla!

Una volta sistemato nel suo lettino, continua a fare sentire la tua presenza al tuo bambino, poggiando le tue mani sulla sua pancia, accarezzando le braccia e la testa.

La tua presenza lo farà sentire più sicuro e coccolato e, tutto questo lo aiuterà ad addormentarsi serenamente e senza troppe difficoltà.

S.O.S Reflusso

Mamma e papà, non sottovalutate il reflusso!

Causato da un malfunzionamento di una valvola che si trova tra l’esofago e lo stomaco, il reflusso è un problema comune per molti bambini e per il loro sonno!

È importante, in questi casi, andare a fondo del problema e contattare il pediatra: intervenire nel modo giusto faciliterà il riposo del piccolo.

L’importanza dell’orario

Quante volte ti è capitato di andare a letto distrutta e, nonostante questo, fare molta fatica a prendere sonno?

Bene: per i più piccoli vale lo stesso. Quando un bambino è troppo stanco inizia ad innervosirsi e, di conseguenza, fatica molto ad addormentarsi.

Molte mamme pensano che mettere il bimbo a dormire troppo presto è sinonimo di una sveglia all’alba. Per questo motivo, spesso si cerca di allungare un po’ i tempi e posticipare il momento della nanna. Così facendo, si otterrà l’effetto opposto a dimostrazione che il rispetto dei tempi giusti è la prima regola per un sonno sereno.

Occhio alla temperatura

Fai attenzione alla temperatura in camera: né troppo caldo né troppo freddo. I bambini hanno bisogno del clima giusto per dormire bene e l’American Academy of Pediatrics consiglia una temperatura compresa tra i 18° e 21°. La cameretta di casa tua quanti gradi fa?

Il pigiama

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Pigiama a forma di orso o di panda? L’importanza di quello che indossa il bambino prima di mettersi a letto è maggiore di quella che pensi. Oltre il lato estetico, infatti, bisogna tenere in considerazione il fattore tessuto.

Pigiami realizzati con fibre sintetiche possono irritare la pelle del piccolo e causare fastidiosi risvegli notturni.

Nel dubbio tra un modello o l’altro, quindi, ricordati di guardare l’etichetta: tra i due litiganti, le fibre naturali come il cotone sono quelle che vincono sempre!

Luce o buio?

I bambini, soprattutto quelli appena nati, non conoscono la distinzione fra il giorno e la notte. Col passare dei mesi acquisiscono questa consapevolezza, anche grazie all’aiuto della mamma.

Fin da subito, quindi, è importante associare l’ora della nanna al buio, anche quando si tratta del pisolino pomeridiano!

Via le lucine notturne e armati di tende coprenti: soltanto al momento del risveglio, che sia al mattino o dopo il riposino, illumina la stanza e fai capire al piccolo la differenza tra giorno e notte!

Viva i massaggi!

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La storia si ripete: hai mai sentito parlare di un adulto che dopo un massaggio rilassante non schiaccerebbe un bel pisolino?

Uno studio della University of Miami Touch Research Institute ha dimostrato che i bambini massaggiati per circa 15 minuti si addormentano prima di quelli ai quali viene soltanto raccontata una storia.

Nel dubbio…perché non provarci?

Il pisolino pomeridiano

Un momento importante per il bambino, ma anche per te, il riposino pomeridiano ti dà la possibilità di prenderti quel momento di relax, di dedicarti a te stessa e alle faccende di casa, senza la preoccupazione di lasciare il piccolo incustodito.

Anche se ritarda di una mezz’ora, non far saltare il pisolino al tuo bambino per paura che non dormirà la notte: vedrai che prenderà sonno comunque e lo aiuterà ad essere più sereno.

Fai qualche prova secondo il tuo istinto

Ogni figlio è diverso e quello che funziona per uno…può non funzionare per l’altro! I consigli, infatti, sono sempre utili ed efficaci, ma a volte serve anche fare delle prove sulla base del rapporto che si crea tra un genitore e il proprio bambino.

Ci sono bimbi che crollano tra le braccia del papà mentre guardano una partita di pallone, altri che come si siedono sul seggiolino dell’auto cadono in un sonno profondo, altri che come sentono un “rumore bianco” abbandonano il pianto disperato e si rilassano come non mai.

Non esistono metodi migliori di altri: se trovi quello giusto per te e il tuo bambino, continua ad usarlo!

Pannolino bagnato?

Solitamente i bambini non sentono il fastidio del pannolino bagnato, perciò se di notte il bambino continua a dormire anche con il pannolino umido, non svegliarlo pur di cambiarlo!

Sarà, invece, importante farlo se il piccolo è andato di corpo: lasciarlo tutta la notte col pannolino sporco potrebbe irritarlo e, quindi, disturbarlo durante il sonno.

Trova un vostro rituale

Da sempre la routine, se da un lato a lungo andare ci annoia, dall’altro rappresenta una certezza. Ai bambini piace la routine e scegliere un rituale prima del sonno, li aiuterà a capire che, nel momento in cui si esercita quella particolare azione, è il momento di andare a nanna.

Il ciuccio

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Più che del bambino, il ciuccio è il migliore amico delle mamme, ma…occhio a non abusarne!

Il ciuccio può cullare il piccolo fino al momento della nanna e può proteggerlo anche dalla “morte in culla”, come dimostrano diversi studi in merito.

È importante che questo venga introdotto dopo il primo mese di vita e senza l’aggiunta di sostanze edulcoranti.

Difficilmente il piccolo lo rifiuterà, ma nel caso dovesse accadere, non forzarlo…rischieresti di ottenere l’effetto contrario!

La fiaba della buonanotte

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Che sia quella di un libro o il frutto della tua immaginazione, la storia della buonanotte è un classico intramontabile, a cui ogni bambino non può rinunciare.

La fiaba, infatti, rappresenta il momento del relax per ogni bambino, una sorta di rituale tra lui e il genitore: ciò che fa la differenza, non è il contenuto della storia in sé, ma la tua voce calma e rilassata, che lo accompagnerà nel suo incantato mondo dei sogni.

Il potere della tua voce

Già dalla nascita, il bambino riesce a riconoscere la voce della propria mamma. Questo è molto importante, perché in momenti di agitazione o di difficoltà a prendere sonno, la tua voce può avere un effetto calmante davvero potente.

Parlargli con tono pacato e rassicurante, lo aiuterà ad addormentarsi tranquillo, con la mamma al suo fianco.

I rumori bianchi

Ti è capitato ogni tanto di chiederti come mai il silenzio assoluto non concilia il sonno del tuo bambino?

È più che normale! Ancor prima di nascere, quando sono ancora nella pancia della mamma, i bambini sono abituati ad ascoltare i rumori costanti del tuo cuore, del tuo stomaco o le vibrazioni della voce.

Per questo, quando il piccolo fa fatica ad addormentarsi, prova con i rumori bianchi, come quello di un elettrodomestico: molti bambini crollano in un sonno profondissimo!

La musica

Cara mamma, se tuo figlio ama la musica…molto dipende da te! Puoi fargli ascoltare ciò che vuoi, non serve ricorrere necessariamente alle canzoni dei più piccoli!

Vedrai che la musica e il canto lo aiuteranno a rasserenarsi e farlo calmare, per poi addormentare…sarà un piacere sia per lui che per te!

Non aspettare che crolli

Quando si avvicina l’ora della nanna, cerca di anticipare i segnali di stanchezza del bambino. Non aspettare, quindi, che crolli dal sonno: potrebbe essere già un segnale sufficiente il fatto che sbadigli o che si strofini gli occhi.

I bimbi troppo stanchi, come del resto gli adulti, fanno fatica a prendere sonno e rischiano di reagire nel modo opposto!

Tante coccole

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Quando qualcuno ti dice “troppe attenzioni lo viziano”…tu ricomincia a coccolarlo!

È così, le coccole non sono mai troppe! Riempire di baci e di abbracci il tuo bambino prima di fare la nanna è un gesto prezioso per entrambi, capace di scaldare il cuore e donare la serenità per dormire sonni tranquilli.

I bambini sono delle “spugne”, avvertono questo calore di cui spesso hanno bisogno per un sonno tranquillo e senza interruzioni.

Niente paragoni

Se il bambino, al momento della nanna ancora non ha sonno, non criticarlo, facendo paragoni con il fratello o con gli altri bimbi: si sentirebbe umiliato per qualcosa che, in fondo, non dipende dalla sua volontà.

In questi casi non serve arrabbiarsi, né strillare il piccolo: potrebbe aumentare il suo nervosismo e, di conseguenza, il livello di cortisolo nel cervello (ormone dello stress), che di certo non lo aiuterà a prendere sonno.

Serve solo un po’ di pazienza, un atteggiamento fermo e rassicurante: piano piano si addormenterà.

Un brutto incubo

I risvegli notturni possono essere fatti risalire a molteplici cause: pannolino sporco, senso di fame, malessere o…un brutto sogno!

In questi casi è importante che il piccolo abbia bisogno di sentire un contatto con la mamma, che sia una carezza, un bacio o la voce rassicurante.

A volte, però, può capitare che sia particolarmente agitato e che non riesca a calmarsi. Armati di pazienza, prendilo in braccio e confortalo.

Ansia da separazione?

Quando un bambino si sveglia di notte e la prima cosa che fa è cercare la mamma…potrebbe soffrire di ansia da separazione.

La paura di essere abbandonato è un timore che emerge intorno all’ottavo mese di vita e, in questi casi, la cosa migliore da fare è rimetterlo giù, parlagli a voce bassa e massaggiargli la schiena, senza prenderlo in braccio.

Acqua sì o acqua no?

Dipende. Se il bambino non ha raggiunto ancora i 4 mesi di vita, è più che normale che durante la notte si svegli perché ha fame e/o sete: il suo ritmo di vita, infatti, è regolato dai bisogni interni.

Superati i 4/6 mesi, questo bisogno svanisce grazie ai pasti regolari consumati durante il giorno, quindi bisognerebbe evitare (tranne casi specifici) di dare da mangiare o da bere al piccolo che si sveglia di notte.

La quantità di liquidi ingeriti, specie se a base di tisane, aumentano la diuresi: il bambino, dunque, si bagnerà più spesso e, di conseguenza, piangerà e si sveglierà con una frequenza maggiore.

Silenzio totale?

Finalmente! Gioisci in silenzio, goditi la calma e uno spettacolo che, forse, è il più bello mai visto: tuo figlio che dorme!

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